Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Classi spostate alla Severi, genitori protestano. Risponde la dirigente

Francesca Muzzi
  • a
  • a
  • a

Genitori sul piede di guerra per un trasloco di classe e la dirigente che chiarisce dicendo: “Tutto è stato fatto secondo le regole”. Ma sembra che non sia finita ancora la querelle che è scoppiata all'Istituto Comprensivo “Francesco Severi”, visto che anche in questa settimana ci sarà un ulteriore incontro con i docenti. Tutto è nato da mail inviata dai genitori alla dirigente scolastica, al provveditorato e poi anche alle redazioni. Nella missiva, che porta la firma di un gruppo di mamme e babbi “i cui figli frequentano una classe quinta dell'istituto comprensivo Francesco Severi”, si legge: “I nostri bambini sono, formalmente, alunni della scuola primaria Antonio Curina. In data 5 settembre la dirigente scolastica ci ha comunicato che i nostri figli sarebbero stati spostati dalla loro scuola all'adiacente plesso, sede della scuola media Severi, all'interno di locali che originariamente, ed evidentemente, erano destinati ad altri scopi. Abbiamo prontamente esternato, tramite l'invio di formale lettera via pec, le nostre molteplici richieste di chiarimento; volevamo che le parole, le rassicurazioni e le garanzie che ci erano state date nei fugaci incontri concessici nel frattempo, fossero messe nero su bianco e queste risposte le attendevamo, come ci sembrava naturale, prima dell'inizio dell'anno scolastico (...). Alcune risposte le abbiamo già ricevute e possiamo dire che a livello di sicurezza, di interazione tra i due cicli scolastici elementari/medie, di utilizzo di servizi igienici "dedicati" ai nostri bambini e di area ludica esterna, i fatti non corrispondono assolutamente alla realtà prospettataci verbalmente. Concretamente si sono manifestati una serie di disagi che sono costretti a subire genitori e figli, che non staremo qui ad elencare. Ogni anno si è presentata l'esigenza di ridurre, dividere, eliminare spazi ed esperienze, fino a che quest'anno è stato raggiunto l'apice. Allora ci domandiamo, in primis: ci sarà pure un criterio per cui dire "stop! non possiamo più accogliere iscrizioni"?”. Domande che noi abbiamo girato alla dirigente scolastica, Carla Bernardini che ha così risposto: “I ragazzi sono stati spostati in un'area adiacente alla scuola che frequentavano prima. Basta solo attraversare un giardino. La nostra scuola, come ogni anno, ha avuto tantissime iscrizioni. E quindi ho pensato di spostare le classi che erano più vicine al futuro di questi ragazzi. Vale a dire le quinte, perché il plesso dove sono stati messi è vicino alle scuole medie”. Sui locali stessi che, secondo i genitori “erano destinati ad altri scopi”, la dirigente puntualizza: “Non è affatto così. Perché le classi dove sono stati sistemati i ragazzi non erano e non sono mai stati dei magazzini, ma erano dei laboratori di musica. E quindi anche classi insonorizzate. Ho sacrificato questi due laboratori per fare posto ai ragazzi che tra l'altro hanno anche un ingresso riservato e dei bagni esclusivi solo per loro. I ragazzi non mi pare che soffrano per questa nuova sistemazione. Anzi sono in una parte del nostro istituto dove possono usufruire anche di un laboratorio di informatica. C'è un collaboratore che veglia sulla loro sicurezza. E, ripeto, ai genitori ho sempre dato tutte le risposte che hanno chiesto”. Ma pare che non siano ancora soddisfatti, visto che in settimana ci sarà un nuovo incontro. ARTICOLO IN EDICOLA SUL CORRIERE DEL 24 SETTEMBRE 2017