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Mamma e figlia segnano nella stessa partita

Mamma e figlia

Francesca Muzzi
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La Marzocco Sangiovannese ha esordito domenica 15 ottobre con una vittoria 2-1 in rimonta contro il Filecchio Fratres, una formazione di alto livello, i goal sono arrivati nel secondo tempo con Cecilia Monciatti e Giada Tulli. A proposito di questo, la curiosità dell'ultimo turno sono proprio le marcatrici, legate dal rapporto madre-figlia, un caso unico almeno in Italia dove una coppia va in gol nella stessa partita per la stessa squadra. Per parlare di questo abbiamo raggiunto le protagoniste all'Antistadio di San Giovanni Valdarno prima dell'allenamento. A Cecilia Monciatti chiediamo prima come è stato il suo percorso per arrivare fin qui: "Ho cominciato a 9 anni qui, nella Sangiovannese con Remo Bronzi, fino a 17 anni quando sono andata ad Incisa in serie B, lì ho disputato la mia carriera prima di darmi al calcetto, sono tornata al calcio a 11 tre anni fa con la Marzocco, ora ne sono il capitano". Il suo ruolo non è sempre stato lo stesso: "Infatti, ho giocato stopper per una vita, a San Giovanni ed a Incisa, ora sono centravanti". A Giada Tulli chiediamo lo stesso: "Gioco da quattro anni nella Marzocco Sangiovannese, quasi sempre come difensore centrale, a volte come centrocampista centrale", aggiungendo che è stata protagonista nella Rappresentativa regionale under 15. Andando alla questione, il fatto della settimana, le due donne, madre e figlia, che segnano nella stessa gara i gol decisivi per una vittoria, chiediamo le emozioni dapprima da giocatrici sul campo, poi da familiari in ambito domestico: "Emozioni positivamente devastanti, subito in campo la soddisfazione per la vittoria ha lasciato il posto alla commozione per quello che avevamo fatto io e lei", dice Cecilia, mentre per Giada "sono arrivati i complimenti da parte di tutti, l'emozione è stata fortissima, è scesa anche qualche lacrima". Un fatto come questo, di per sé unico nella storia del calcio, è arricchito ulteriormente dalla presenza del padre Stefano Tulli come allenatore. A Giada chiediamo se ci sono state reazioni particolari del mister a fine partita: "I complimenti ci sono stati, anche forti, ma senza trascendere, lui un po' si trattiene soprattutto in pubblico". Cecilia ribadisce la scissione tra la sfera calcistica e quella personale: "Ripeto, le emozioni sono state forti, quello che succede in campo rimane in campo, quindi niente di plateale". Entrando dentro alle dinamiche di spogliatoio, chiediamo alle due ragazze se durante gli allenamenti o le partite, il rapporto fra loro diventa semplicemente fra compagne di squadra o se persiste il ruolo madre-figlia. Cecilia è sicura: "No, in campo siamo compagne di squadra, ho anche un'altra figlia nel gruppo, Asia Tulli, che però in questo periodo è infortunata, con entrambe riesco a rapportarmi guardando la maglia e non altro, anche perché sono un po' materna con tutte le altre ragazze, non mi è difficile". Anche riguardo il rapporto con mister Stefano Tulli, le ragazze precisano la stessa situazione: "In campo siamo giocatrici con il nostro allenatore, lui ha un rapporto stretto con tutte quindi è tutto più facile". Abbiamo raggiunto lo stesso mister per chiedere un'impressione su questa vicenda: "Ho provato innanzitutto una gioia immensa per i tre punti ottenuti in rimonta, la gara è stata bellissima, poi inevitabilmente il fatto che mia moglie e mia figlia abbiano segnato mi ha fatto un po' commuovere". Sulle reazioni in famiglia dopo quanto successo lui conferma quanto affermato dalle sue ‘ragazze': "La commozione è stata tanta, sinceramente non pensavamo però che avrebbe avuto questa risonanza, effettivamente è stato singolare". Sul rapporto in campo chiediamo se si riesce e come a mantenere il ruolo dell'allenatore con la moglie la figlia: "Non è semplice, alleno Cecilia da tanto tempo, da prima di iniziare la relazione, mai avuto problemi, anche perché io ho un carattere che mi fa sorvolare sulle piccole cose. Con Giada e con Asia è diverso, le figlie hanno bisogno di una certa protezione, sono ancora adolescenti". Quindi come allenatore non ha problemi a dare indicazioni o a rimproverare, nessuna delle tre se necessario: "Cecilia è adulta ed esperta di spogliatoio, nessun problema, Giada e Asia volendo possono avere delle rimostranze, ma è dovuto solo alla loro età, 17 e 15 anni sono l'età delle ribellioni, più problematica". Una storia davvero unica tutta da raccontare.