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La Cava unisce Arezzo e Perugia sotto il roseto

Francesca Muzzi
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Arezzo e Perugia unite dal pallone. Un grande ricevimento nella villa del presidente Giorgio La Cava ha dato praticamente l'inizio non solo alla stagione dell'arezzo, ma anche ad una sinergia che “alcuni anni fa sarebbe stata impensabile tra due realtà come Arezzo e Perugia”. A dirlo è Andrea Sereni presente alla villa della Giardinella a Civitella d'Arna insieme al sindaco Alessandro Ghinelli. C'erano circa cento persone a quella che viene chiamata la “festa della rosa “ in onore del roseto che cinquanta anni fa, la mamma del presidente La Cava, costruì con le sue mani. Uno spazio che oggi è curato dalla sorella Maura, vera padrona di casa di una villa che un tempo era un convento. È stata proprio Maura La Cava a fare gli onori di casa. La giornata è iniziata nel pomeriggio quando Maura ha fatto fare ai suoi ospiti un giro per il roseto. Rose bellissime spettacolari che oggi cura con amore. Eredità di una donna speciale come è stata la mamma scomparsa nel 2009. “Ma vi devo mostrare il mio gioiello”, interviene il presidente Giorgio La Cava “il campo da calcio che oggi è anch'esso un roseto, ma quanto ci ho giocato”. Ad aspettare gli ospiti anche la compagna di Giorgio La Cava, Adua e la piccola Allegra. Arrivano invitati perugini e aretini. Quelli che hanno combattuto perché l'Arezzo vivesse. In mezzo agli invitati c'è anche l'ex presidente dell'arezzo Giovanni Bovini: “quando Giorgio mi ha detto che aveva preso l'arezzo sonostato contento”. E poi ricorda quella promozione sfuggita nel campionato 1999-2000, l'anno che poi l'arezzo passò a Piero Mancini. Arriva poi l'arezzo di oggi. Massimo Anselmi, Emiliano Testini ed Ermanno Pieroni. C'è Menchino Neri. L'allenatore? “Stiamo lavorando - dice La Cava - a breve saprete il nome “ che pare ora slittare all'inizio della prossima settimana. In tarda serata ecco anche il sindaco Alessandro Ghinelli. Saluta e stringe mani. Ai perugini e agli amici aretini. “È un segno del tempo che cambia - sottolinea Andrea Sereni - Siamo contenti che un imprenditore perugino abbia rivolto le proprie attenzioni verso Arezzo. Segno che lo sport, il calcio, unisce. Se potrà nascere qualcosa anche a livello economico? Staremo a vedere”.