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Pisa-Arezzo: ok della questura, ma i tifosi non ci stanno

Pisa, l'incendio sul Monte Serra

Francesca Muzzi
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Il derby tra Pisa e Arezzo, valevole per la terza giornata del campionato di calcio di serie C, si giocherà regolarmente. Lo si apprende da fonti della questura. Il prefetto pisano, Angela Pagliuca, ha infatti chiesto e ottenuto dal comando regionale dei vigili del fuoco garanzie sulla presenza di un aliquota adeguata di pompieri allo stadio per consentire lo svolgimento della manifestazione sportiva in sicurezza. Il match dunque sarà regolarmente disputato a meno che la situazione, legata soprattutto al vento, non peggiori a tal punto dal pomeriggio da richiedere sforzo straordinario alla protezione civile. Intanto i gruppi della Curva Nord Maurizio Alberti hanno diramato un comunicato sul quale si legge il disaccordo sulla decisione di fare disputare la gara: "Abbiamo accolto con stupore la decisione di far disputare ugualmente la prevista gara di campionato tra Pisa e Arezzo.  In questo ultimo mese hanno rinviato prima l'inizio del campionato, di alcune settimane, poi la seconda giornata a noi, poi hanno anticipato la gara di questa sera quindi hanno anticipato l'orario della trasferta di Piacenza. Il tutto per beghe o interessi interni, senza mai interrogarsi sull'opportunità del tutto o sul rispetto dovuto a chi il calcio lo segue con sacrificio e passione, senza guadagnarci niente. All'improvviso giocare Pisa-Arezzo diventa irrinunciabile, nonostante l'allerta incendi ancora in vigore per via del vento, nonostante si respiri l'odore del fumo a chilometri di distanza, nonostante nell'immediato hinterland cittadino ci siano sfollati nelle palestre, ci siano persone cui è bruciata la casa o l'attività, e che hanno rischiato grosso. E magari tra questi ci sono persone con in tasca l'abbonamento o il biglietto per stasera. Le operazioni di spegnimento, contenimento, e soccorso sono ancora nel pieno, e la viabilità, in alcune zone della provincia, è saltata da questa mattina. Ma secondo la Prefettura, e gli altri preposti a decidere, noi dovremmo vivere questa situazione recandoci allo Stadio come nulla fosse, bere un paio di birre, ballare e cantare, mentre a pochi chilometri se non centinaia di metri si consumano situazioni di emergenza, peraltro sotto i riflettori e gli occhi di tutta Italia. Siamo allibiti. Ma non senza parole, e come sempre ci faremo sentire, a modo nostro".