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Si rifiuta di parlare con il carabiniere perché è meridionale

Antonella Lunetti
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E' accusata di minacce a pubblico ufficiale con l'aggravante della discriminazione razziale la donna trentenne che si è rifiutata di parlare in caserma con un carabiniere, perché il militare aveva una inflessione dialettale del Meridione. L'episodio è avvenuto in Valtiberina. I Carabinieri della Stazione Pieve Santo Stefano in provincia di Arezzo hanno denunciato una donna di 32anni di origini sarde e residente a Pieve Santo Stefano che nei giorni scorsi si era presentata presso la caserma, ma non appena aveva sentito l'inflessione dialettale tipica meridionale del militare di servizio aveva chiesto insistentemente di parlare con qualsiasi altro militare fuorché con lui. A questa strana e inaccettabile richiesta, il militare ha risposto rivolgendo alla donna alcune domande per comprendere il motivo della sua visita, chiedendole un documento di riconoscimento per identificarla. A questo punto la giovane ha iniziato ad agitarsi e con tono minaccioso ha intimato al militare di lasciarla andare. Così si è allontanata liberamente dalla caserma. Rintracciata e identificata dai militari della stessa Stazione nei due giorni successivi, è stata denunciata per minaccia a pubblico ufficiale con l'aggravante della discriminazione razziale.