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Crocifisso rubato, ritrovato e ora davanti al giudice per riaverlo

Francesca Muzzi
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Un crocifisso rubato e rivenduto, un'antiquaria che lo acquista ignara di tutto e una famiglia (quella alla quale era stato trafugato) che adesso lo rivuole. Sarà il giudice AnnaMaria Lo Prete a mettere la parola fine a questa storia cominciata nel 2011 in Valtiberina, ad Anghiari. A chi darà ragione? La storia ha per protagonista gli eredi di Pier Girolamo Bartolomei, famiglia nota e molto stimata ad Anghiari. E' assistita dagli avvocati Francesco Vichi e Andrea Sandroni entrambi del Foro di Arezzo. A loro il compito di dipanare la matassa che ha cominciato ad arrotolarsi quattro anni fa quando dalla Cappella dei Bartolomei venne trafugato il crocefisso ligneo risalente al XV secolo. Un'opera non qualsiasi, tanto che dagli anni Trenta è sotto il vincolo di tutela delle Belle Arti. Non solo. Il crocefisso veniva portato in processione ad Anghiari il venerdì santo prima che l'attuale - che si trova alla chiesa della Badia - lo sostituisse. Indagini e denunce, ma ben presto l'opera - come succede in questi casi - passa di mano in mano. Da un antiquario all'altro. Da un collezionista all'altro fino a che arriva nelle mani di un'antiquaria cortonese che acquista il crocifisso per una somma di circa 5mila euro....... pezzo completo nell'edizione del Corriere di Arezzo di sabato 11 luglio http://edicola.corrierediarezzo.it/corriere/singol/arezzo/index.html