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Amministrative, Matteagi: "Anghiari deve tornare protagonista"

Francesca Muzzi
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"Il mio vuole intendersi come una sorta di Patto per Anghiari, con l'obiettivo di aggregare le migliori risorse e coloro che hanno una visione positiva del futuro”. Simone Matteagi, candidato a sindaco alle Amministrative del giugno prossimo, espressione del Pd, ma non solo. “Vorrei essere – dice – il punto di riferimento di un centrosinistra allargato, di tutti quelli che mirano alla salvaguardia del bene comune e a fare gli interessi della collettività, dove il noi deve prevalere sull'io. Per cui, da parte mia, c'è la massima apertura verso tutti coloro che si riconoscono in questi obiettivi, senza preclusioni precostituite e, aggiungo, ormai anacronistiche. Queste terre, e intendo sia Anghiari che l'intera Valtiberina, devono recuperare il loro protagonismo. Perché il patrimonio culturale, artistico, architettonico, ambientale che c'è alle nostre latitudini in pochi possono vantarlo. Occorre valorizzarlo di più, ma è anche necessario che questo patrimonio sia rispettato. E per questo intendo dire che da parte mia non esiterò a combattere battaglie forti verso le nuove forme di centralismo regionale che spesso mortificano i territori di confine come il nostro”. Con quali “armi” è presto detto. “Occorre un nuovo modello di sviluppo sostenibile – precisa Matteagi – e occorre che finalmente siano esaltate potenzialità sin qui troppo nascoste, come il turismo, l'ambiente, l'agricoltura. La grande sfida di chi intende amministrare realtà come la nostra sta tutta qui. Ed è una sfida da vincere, ne va del futuro di Anghiari e della vallata”. Con quali “soldati” intraprendere questa sfida è chiaro a Matteagi. “Bisogna segnare – afferma il candidato a sindaco – un cambio generazionale, anche e soprattutto in termini culturali. I giovani si dice sempre siano una risorsa. Bene, è tempo di rivolgersi a loro, di farne soggetti attivi del cambiamento, anche amministrativo. Troppe volte, sin qui, la politica ha mortificato i giovani e le loro aspirazioni. Qualche giorno fa ho incontrato un anghiarese che sta per laurearsi. Mi ha confidato di voler restare nel suo paese e di lavorare per esso, non di essere costretto ad andarsene. Quel desiderio lo faccio mio e spero di coinvolgere molti giovani nel progetto che ho in mente. Così come mi auguro di coinvolgere l'attivo e numeroso panorama dell'associazionismo, che ad Anghiari è vivo e vitale”. Un progetto per Anghiari, ma anche per la Valtiberina. “Ormai da sole realtà come la nostra – conclude Simone Matteagi – non vanno da nessuna parte. Il concetto di Valtiberinità deve essere bene impresso in tutti coloro che gestiscono la cosa pubblica. Altrimenti si resta aggrappati ad una sterile municipalità destinata a vivacchiare e a perdere efficacia progettuale”