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Marzia sta meglio sola

Selene Bisi
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Si tratta di imparare a lasciare andare. Un insegnamento che Marzia ha imparato con il passare degli anni: "Il più grande dottore di sempre: il tempo". E con un dottore come il tempo non si può avere fretta perché la parcella si paga in notti insonni e giornate di lacrime. "5 anni pesanti per imparare a guardare con altri occhi a 20 anni di matrimonio". Marzia ha conosciuto il futuro marito che era ancora una ragazzina: "Non mi ero neanche mai immaginata con un'altra persona al mio fianco. Lui era l'uomo della mia vita". E lo è stato, l'uomo che ha sposato, il padre dei suoi figli. Marzia non aveva mai avuto sogni che non fossero legati a lui: "Non ero ambiziosa, gli unici progetti erano legati alla sua carriera". Quando si sposa a 24 anni non ha mai lavorato, un percorso di studi interrotto: "Così ho iniziato a aiutarlo nella sua azienda. Il fatto è che a un certo punto ero diventata non solo la sua segretaria sul lavoro, ma anche nella vita. Organizzavo le cene, gli ricordavo gli appuntamenti. E intanto lui si dimenticava le cene con me e le date importanti per noi". Poi arrivano i bambini. "Quando la gente dice che i figli uniscono, nel mio caso non è successo. Anzi." Anche loro diventano motivi di conflitto per il poco tempo che dedicava loro, il poco tempo per la famiglia. "Se ci ripenso oggi mi rendo conto di quanto avessi gli occhi foderati di prosciutto, ma non perché l'amore è cieco. Perché ero cresciuta con l'idea che noi donne dobbiamo sopportare, mi sembrava normale". Così quando lui rientrava sempre più tardi, lei smette di chiedergli dove è stato. "Mi voltavo dall'altra parte del letto e piangevo. Poi un giorno non è proprio più tornato". Lo racconta con nuove lacrime e nuove consapevolezze: "Ho capito che la mia fortuna è stato non vederlo più rientrare, perché se fosse dipeso da me avrebbe continuato a trovare la porta aperta". I 5 anni successivi Marzia li passa oscillando tra tristezza e rabbia: "Ce l'avevo con chi pensavo me l'avesse portato via, ce l'avevo con lui. Persino con i miei figli che non sentivo dalla mia parte". Ma il grande cambiamento arriva, mi dice, "quando ho iniziato ad essere arrabbiata con me stessa": è dalla collera verso di sè, dai rimpianti che Marzia ha saputo ricominciare. "Ho ricercato le vecchie amiche che non vedevo dai tempi dell'Università, una di loro mi ha trascinata con sè a un corso di pittura". E' la prima volta che Marzia fa qualcosa per se stessa: "Oggi mi godo la mia solitudine, non mi ero mai resa conto di quanto fossi sola quando ero sposata. Sentirsi soli è decisamente peggio che essere soli" perché se essere soli è una scelta personale, sentircisi significa subire la scelta di un altro.L'uomo della sua vita se ne è andato. Ed è da quel momento che lei ha iniziato a vivere finalmente la propria vita.