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La creatività di Mattia

Selene Bisi
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Ursula Le Guin ha scritto "un adulto creativo è un bambino sopravvissuto". E quando Mattia crea, c'è una mano ormai adulta che disegna, ma a guidare la matita sul foglio c'è un'anima di bambino. "A tutti, da piccoli, piace vestirsi in maschera per Carnevale, ma per me era proprio un momento speciale". La festa di Carnevale per quel bambino dai grandi occhi azzurri è la più bella di tutti: colori sgargianti, tessuti più diversi. Un mondo diverso, migliore, fatto di fiabe, di tinte vivaci. Cresce insieme a Mattia l'amore per il disegno, si iscrive all'Istituto d'Arte ed inizia a disegnare vestiti, borse, scarpe, tutte con il suo stile particolare, "da cartoon giapponese". Tant'è che a 17 anni vince il secondo premio di un concorso di artigianato creativo, ideando una borsa. "Da quel momento ho capito cosa davvero avrei voluto fare da grande: lo stilista" Diventa certezza, con quel piccolo grande successo, un desiderio che da sempre abitava in lui: la moda. Ma essere adolescenti, vivere in una piccola realtà di provincia e avere un sogno così diverso da quello di tutti gli altri coetanei, ti fa sentire osservato, guardato con occhi strani. "l'etichetta che più mi hanno incollato addosso è: gay. Non lo sono, ma non mi metto mai a ribattere alle persone, non mi interessa". Finita la scuola, si iscrive all'Accademia Nazionale di moda. Si sente meno giudicato, ma capisce anche quante persone condividano il suo stesso sogno e del ristretto spazio sul mercato. "Dopo la laurea mi sono subito reso conto delle difficoltà nel trovare lavoro. Ho cercato, ho cercato tanto, ma nulla". Mattia può sempre contare sul sostegno dei genitori "mi hanno visto passare le nottate a finire un vestito, sanno quanto ci tengo e quanto impegno ci metto. Ma non potevo continuare a gravare su di loro" Così Mattia ha trovato un altro lavoro "sto imparando a fare il parrucchiere. É un lavoro che mi piace tanto, in cui posso comunque dare spazio alla mia creatività. Ma il mio sogno resta un altro". Oggi sta mettendo da parte i suoi guadagni per andare all'estero. "Il Giappone resta il mio obiettivo. E nel frattempo spero sempre che qualcuno, qua in Italia, mi dia una seria possibilità. Dover lasciare il mio Paese che è un'eccellenza nel settore per andare lontano, sarebbe una sconfitta". E lo sarebbe non solo per Mattia, ma anche per un Paese che ha fatto dell'alta moda un suo tratto distintivo. E allora Mattia fa appello non solo alla creatività, ma anche alla tenacia del bambino, alla voglia di pensare che "se ci credi tutto è possibile".