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Il filo conduttore della vita di Annette

Selene Bisi
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“Nella vita ci sono tante cose che si possono scegliere, altre no eppure anche queste portano qualcosa di positivo". Questo il filo conduttore della vita di Annette. I suoi genitori si sono conosciuti durante la guerra perché anche nell'espressione massima della cattiveria umana, può nascere l'amore. Ha fatto tesoro di questo pensiero anche quando, dieci anni fa, le è stato diagnosticato un tumore al seno "quando me l'hanno detto, ero sconvolta. Ho pensato a proteggere i miei figli, con mio marito abbiamo aspettato a dirglielo, il più grande stava preparando l'esame di maturità. Poi, al momento della chemioterapia ho dovuto chiaramente affrontarli". Descrive quelle cure con una sola parola "terribili". Inizia a perdere i capelli e uscire con la parrucca o il foulard in testa la fa sentire osservata. Legge negli sguardi della gente la paura, la pietà "ma il momento peggiore non è stato quello della chemio, dell'operazione, della radioterapia. No, il peggiore è a fine cura, nei tre mesi in cui aspetti per i controlli". Annette ha fortemente voluto che dal suo dolore nascesse qualcosa di buono, un'esperienza di condivisione con le altre donne impegnate a sconfiggere il cancro. Nasce così l'Associazione Val D'Elsa Donna "cerchiamo di aiutare le malate oncologiche offrendo la possibilità di visite psicologiche perché in una malattia del genere sostenere l'anima è fondamentale quanto le cure del corpo" Offrono inoltre supporti in aspetti che sembrano più futili, ma che invece non lo sono affatto "grazie a La forza del sorriso abbiamo delle estetiste volontarie che ci truccano e si prendono cura di noi" perché vedere il proprio corpo cambiare, trasformarsi, è una delle parti più mortificanti della malattia e sentirsi belle anche con un tumore può essere una forte spinta a non mollare mai. "Vorrei che si parlasse di cancro senza paura. In fondo, io mi dico sempre che il vero spreco sarebbe morire sani". Annette ha imparato a non avere paura, grazie alla fede e alla propria capacità di trasformare ogni evento negativo nella possibilità di creare qualcosa di buono. "Se non mi fossi ammalata, non sarebbe nata l'Associazione Val d'Elsa Donna che supporta tante donne in questi difficili momenti. Non avrei conosciuto una realtà come quella dell'Ospedale di Campostaggia, infermieri e dottori come il dottore Martignetti". Perché anche quando tutto sembra andare a rotoli, "l'anno scorso ho saputo di avere di nuovo il cancro", la Vita ti sorprende con un dono meraviglioso e inaspettato "nello stesso periodo mia nuora mi ha detto di aspettare una bambina e non si può descrivere la felicità che ho provato, in grado di spazzare via ogni paura".