Vietato dire non ce la faccio più

Elisa e Guido genitori di cuore

25.04.2016 - 14:45

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Ci sono genitori di pancia e genitori di cuore. E noi siamo genitori di cuore”. Così si definiscono Guido e Elisa.
Entrambi cinquantenni, fidanzati da 26 anni, sposati da 20.
Si conoscono all’Università “lui era più bravo di me. Anzi diciamo pure che era un secchione e io invece prendevo gli studi con più leggerezza” sorride Elisa e si capisce quanto sia lo spirito che ha tenuto insieme questa coppia anche nelle sfide più importanti.
Subito dopo il matrimonio hanno cercato di avere figli “ci sembrava il coronamento del nostro amore”.
Hanno tutto. Una casa, il lavoro che sognavano, una relazione forte, due belle famiglie alle spalle. Ma il coronamento di quella vita così perfetta non arriva.
Inizia un calvario: analisi, esami che sembrano il dover sentenziare “di chi è la colpa”. “Eravamo per la prima volta davvero arrabbiati l'uno con l'altra, c'era una tensione insopportabile." Ma di quei tentativi non andati a buon fine non vogliono parlare. Si riassume tutto nelle parole di Guido: “ho visto cambiare la donna che amavo da sempre. Triste, arrabbiata. Abbiamo rinunciato”. Il tempo passa e i tasselli tornano al loro posto, poi decidono di rivolgersi a un centro affidi. "Di nuovo esami. Stavolta non fisici, ma per dimostrare di essere in grado di essere buoni genitori. E abbiamo vissuto tutto con un'altra anima”.
È così che un anno e mezzo fa è arrivato nella loro vita un figlio. Ha 10 anni e ha avuto già un carico di sofferenze che un bambino mai dovrebbe avere. “Oggi sembra più sereno. Ci vogliamo bene. Siamo una famiglia”. Raccontano con grande entusiasmo le piccole grandi cose della quotidianità: è tutto nuovo, per tutti e tre. Dall’accompagnarlo la mattina a scuola al portarlo a vedere una partita di calcio. “Siamo però anche molto contenti che possa preservare il suo rapporto con i genitori biologici. Per il suo bene”.
“Per il suo bene” è la frase che Guido e Elisa ripetono più spesso riferendosi al bambino. Ed è la frase che ogni genitore pronuncia più spesso quando pensa ai propri figli. Che siano di pancia o di cuore.

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