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La scelta di Andrea: sorrisi di solidarietà

Selene Bisi
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Tra le tanti arti quella del saper far ridere è una delle più difficili. Ma Andrea non si definisce un artista, anzi: "è una parola che non mi piace proprio, ognuno a modo suo è un artista. Tutti hanno un talento". Preferisce parlare di passione. E di un mestiere che a volte non si sceglie, ma è lui che sceglie te "non si decide di fare il comico. Fin da piccino mi divertivo a fare le imitazioni ai prof, ai compagni. È una sensazione che mi ha sempre provocato grande energia". Così Andrea dalle imitazioni ai compagni di scuola, a quelli di Università, nel 2011, a 24 anni, partecipa a un provino a Livorno per il laboratorio Zelig "portando l'imitazione di un personaggio del mio paese, Pomarance, mi hanno preso". Oggi Andrea descrive quell'esperienza come una palestra in cui si è allenato a far ridere, portando pezzi, rivedendoli con gli autori, provando e riprovando "dopo la Laurea però ho dovuto fare delle scelte. A volte si corre il rischio di sentirsi un po' degli illuminati, forse di montarsi la testa" ma la realtà chiede di essere affrontata con i piedi ben saldi a terra "ho trovato un lavoro stabile e ho dovuto un po' mettere da parte il sogno della carriera comica". Non è stata una scelta facile, ma ciò che ha aiutato Andrea è la consapevolezza che quando scrive pezzi comici lo fa per se stesso "per me è proprio una necessità scrivere ‘cavolate', raccontare storie, situazioni che mi sono successe". In fondo il comico da sempre fa questo: raccontare una quotidianità a volte difficile, da un altro punto di vista, quello del riderci su. Ed è un dono che, spiega Andrea "aiuta nella vita di tutti i giorni a vedere le cose da un'altra prospettiva, come mettere un fiocchino su certe situazioni". Ha dovuto scegliere le certezze "spesso è difficile far capire che il lavoro di comico richiede una grande costanza, determinazione e molto tempo. Significa passare ore a scrivere una battuta che poi sul palco bruci in 10 secondi e a volte non fa neanche ridere". Ma la sua passione di scrivere battute non lo abbandona mai. Al punto tale che ha scelto di raccogliere le migliori in un libro "Credo in me stesso, ma non pratico" per regalare un sorriso ancora più importante. Andrea ha infatti scelto di destinare l'intero ricavato in beneficenza al reparto oncologico dell'ospedale di Carrara.