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La lezione umana di Umberto Veronesi

Selene Bisi
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C'è chi nella vita ha fatto proprio il motto: "Vietato dire non ce la faccio più" e chi, con la propria professionalità e umanità, ha rappresentato la personificazione di quel motto per chi aveva bisogno di speranza. Umberto Veronesi è stata una di queste persone. Chi ha attraversato quel terreno minato che è una malattia come il cancro perché l'ha vissuta sulla propria pelle, su quella di un familiare, sa come possa sconvolgere corpo e mente. Se conoscete una donna con il cancro sapete quanto anche i cambiamenti esteriori siano devastanti. Talvolta con i seni mutilati, senza più capelli per le cure, sono la prova tangibile della guerra che stanno combattendo. Il professor Veronesi delle donne diceva: "Ne ho amato l'integrità, che è una delle basi dell'equilibrio del pensiero. Ne ho combattuto l'inutile mutilazione e, quando ho potuto, l'ho sconfitta." Tant'è che a lui si deve una tecnica rivoluzionaria come la quadrantectomia. Con il suo operato ha rappresentato il medico che vorremmo tutti incontrare nel momento del bisogno, non solo per le sue competenze, ma anche per la sua capacità empatica, di ascolto, quella del medico che sa di avere di fronte prima ancora di un malato, una persona. Ma Veronesi resta una fiammella accesa di speranza per la sua stessa storia di vita. In un mondo bersagliato da notizie di malaffare, interessi personalistici, lui è stato un uomo spinto dalla passione. Quella che lo guidava nel lavoro, quella che aveva messo nella politica, quella che doveva averlo accompagnato da sempre nella vita. Perché il professor Veronesi rappresenta anche il sogno di chi ce l'ha fatta da solo, con le proprie gambe, col proprio impegno e sacrificio. Nato da una famiglia di origini contadine, nei sobborghi milanesi, la mattina camminava chilometri e chilometri, anche nei rigidi inverni lombardi, per raggiungere la scuola. Ecco perché la lezione di Umberto Veronesi non è solo quella del professore, di uno dei più grandi oncologi di sempre, ma è anche la lezione semplicemente di Umberto, l'uomo. Quella di chi ha cercato il senso della vita con passione e sacrificio, perché come egli stesso dichiarò in un'intervista alla Rai: "La vita di per sé non ha un senso, ma noi possiamo dare un senso alla vita".