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Il camper di Lucrezia

Selene Bisi
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Quando chiedo a Mario come ha trovato la forza nei momenti di sconforto, mi risponde "ci aiutiamo a vicenda, così viviamo anche i giorni di allegria". Parla così di sua moglie e della battaglia che stanno portando avanti per la loro bambina. Lucrezia ha quattro anni e una malattia rara. "Ci sono solo altri 8 casi in Italia e 150 nel mondo - spiega Mario - la diagnosi non è arrivata subito, ma sin dai primi mesi ci siamo accorti che qualcosa non andava. Quando scopri una cosa del genere è come esseri presi di soprassalto, come se ti fossi preparato per una vacanza al mare e ti ritrovassi in montagna". A dare coraggio, la voglia di continuare a combattere è proprio Lucrezia, perché lei, nonostante la sua malattia è una bimba allegra, sorride, ha imparato a farsi capire con un linguaggio convenzionato. Ma la famiglia di Lucrezia è speciale anche per un altro motivo. Vive infatti in un camper. Io li ho conosciuti così, l'anno scorso. Erano nel parcheggio di un centro commerciale a Siena. Fuori dal camper un biglietto: "Siamo italiani con figlia invalida, senza lavoro, possiamo contare solo sula vostra generosità". È come entrare in qualsiasi altra casa del mondo, ti invitano ad accomodarti, ti offrono il caffè ed hanno voglia di raccontare la loro storia, ma anche paura perché se il loro obiettivo è cercare aiuto, dall'altra c'è il terrore che gli portino via la bimba. Negli scorsi giorni sono riuscita a riparlare con loro. Mario sembra contento, mi racconta che riescono a pagarsi l'affitto di una casa, ma che la soluzione migliore per la figlia resta il camper. "In casa le sue crisi aumentavano. Lucrezia non cammina, non sta neanche seduta da sola, ma grazie al camper riesce a vivere la vita a modo suo, le permette di avere stimoli diversi, viaggiare in comodità e vedere il mondo. In questo periodo siamo in Salento, l'aria di mare le fa bene". Oggi Mario si sta adoperando perché Lucrezia possa avere una sorta di autobus adibito a casa, con la strumentazione idonea per la sua patologia. In fondo il suo sogno è quello di ogni altro genitore "voglio che la vita di mia figlia sia la migliore possibile". Potete seguire la loro storia anche sui social, sulla pagina Facebook Il camper di Lucrezia.