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Iacopo Melio e il traguardo della pet therapy

Selene Bisi
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Chi ha un animale lo sa. Sa in quanti modi gli ha cambiato la vita dal momento in cui è arrivato e in quanti modi continua a cambiargliela ogni giorno. Chi ha un animale conosce meglio di altri il significato di espressioni come "amore incondizionato", "riconoscenza", "prendersi cura". Perché se hai un cane, un gatto, sai cosa significa lasciare l'angolo più comodo del divano a qualcunaltro, sai cosa significa addentare un panino con qualcuno che mangia le briciole dal tuo maglione, uscire con pioggia, neve e grandine all'alba perché c'è qualcuno che ha bisogno di te per fare la pipì. Chi ha un animale sa cosa significa sentirsi osservato, guardato, studiato eppure mai giudicato. Un cane ti correrà incontro e ti leccherà la faccia ogni mattina senza pensare che hai un brutto aspetto, quando riderai scodinzolerà, quando piangerai e sarai più triste poggerà la sua testa sul tuo braccio. Non giudicherà le tue risate, le tue lacrime. Sarà triste quando tornerai più tardi da lavoro o uscirai la sera, sarà felice quando ti vedrà rientrare. Ma ancora una volta non ti giudicherà. Ecco perché lo scambio affettivo con l'animale apporta benefici anche allo stato di salute. Già nel 1800 alcuni medici e psichiatri inserivano gli animali nei programmi terapeutici. Poi nel 1953 fu lo psichiatra infantile Boris Levinson ad accorgersi che il suo cane, in molti casi, era la chiave di accesso per entrare in contatto con i pazienti autistici. Inizia così il percorso della pet therapy accolta sempre con più entusiasmo anche per le nuove consapevolezze della società nei confronti degli animali. Iacopo Melio, nei mesi scorsi, ha lanciato una campagna di raccolta fondi con la sua Onlus Vorrei prendere il treno, per portare per un anno la pet therapy nel reparto di Pediatria dell'Ospedale Santa Maria Annunziata di Bagno a Ripoli, in provincia di Firenze. È stato possibile anche grazie alla sensibilizzazione di tantissime persone che scrivevano quotidianamente a Iacopo per raccontare quanto il loro animale fosse stato strumento di conforto e sostegno durante una malattia. Oggi i piccoli ricoverati dell'ospedale di Bagno a Ripoli avranno una cura in più. Coccolare ed essere coccolati, tornare alla quotidianità con un semplice gesto di una carezza da dare, il prendersi cura, entrare in relazione con l'altro. Queste sono alcune delle cose che si possono fare con la pet therapy perché le relazioni hanno potere terapeutico. E con gli animali c'è anche qualcosa in più: il loro sguardo non sarà mai per i bambini lo specchio in cui vedere il riflesso della propria malattia, ma quello di una nuova opportunità. Iacopo Melio ha raggiunto anche questo traguardo.