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A Roma la protesta contro le chiusure, tra petardi e fumogeni

Roma, 12 apr. (askanews) - Petardi, fumogeni e parecchia tensione. La protesta di "Io Apro" - movimento che riunisce bar, ristoranti, locali e altre attività in contrasto con le chiusure attuate dal governo per la pandemia di coronavirus - ha visto migliaia di persone darsi appuntamento a Roma, inizialmente in Piazza San Silvestro, a due passi da Montecitorio, dove i manifestanti però non arriveranno mai.

"Andiamo tutti a Montecitorio", hanno gridato in coro.

Una piazza divisa, da una parte i "non violenti", che hanno rivendicato il diritto a manifestare. "Ragazzi, non facciamo il loro gioco, aiutateci a portare le persone qua, là ingenuamente ci sono molti di noi che seguono la rabbia. I lavoratori sono qua, i cassintegrati sono qua, gli operai sono qua, hanno chiesto i promotori di Io Apro, chiedendo ai loro sostenitori di indietreggiare e riunirsi al centro della piazza.

"Non siamo delinquenti, siamo gente che lavora, non siamo dei delinquenti, siamo lavoratori che arrivano da mezza Italia", ha gridato un dimostrante col megafono.

Dall'altra gruppi di estremisti di destra, probabilmente infiltrati, come già il 6 aprile scorso davanti alla Camera, che hanno creato tensione con la polizia, con tanto di lancio di bottiglie e una decina di petardi esplosi. Le forze dell'ordine erano pronte a intervenire con gli idranti. Poi parte dei manifestanti hanno lasciato la piazza per dirigersi in Piazza del Popolo - dove un gruppo di dimostranti è stato fermato - e altri ancora si sono diretti nei pressi di Piazza del Parlamento, dove sono stati bloccati dal cordone delle forze di polizia. I manifestanti hanno precisato però di non volere "nessuna violenza" e chi aveva i megafoni ha invitato gli altri alla calma. Non sono mancati gli insulti ad esponenti del governo, tra cui il premier Mario Draghi e il ministro Roberto Speranza.